Il gruppo EDF in Italia

Il gruppo EDF in Italia

Una presenza storica

Negli anni '70 EDF e Enel hanno realizzato insieme il collegamento in corrente continua, ancora in funzione, fra Toscana, Corsica e Sardegna. Nel 1988 EDF e Enel hanno firmato un contratto di fornitura di lungo termine, concluso a fine 2007, per compensare il deficit strutturale di potenza dell’Italia a seguito della moratoria nucleare.

Nel 1995 EDF ha avviato un primo progetto di collaborazione con Edison : la costruzione delle centrali Ise di Taranto e Piombino.


La svolta del 2000

Nel 2000 EDF ha creato a Roma una filiale commerciale, EDF Italia, diventata in seguito EDF Energia Italia.

EDF si è sviluppata anche nelle energie rinnovabili, mediante la filiale italiana di Siif, controllata al 50% dal gruppo.

Nell’estate 2001 EDF è entrata nel capitale di Edison, prima a fianco di Fiat e di altri partner e poi, dalla fine del 2005, assieme ad Aem Milano, divenuta in seguito A2A, e ad altri operatori regionali del Nord Italia.

Nello stesso anno, EDF ha acquisito da Fiat la totalità del pacchetto azionario di Fenice (servizi energetici e ambientali).


Gli sviluppi recenti

Nel 2006 EDF ha deciso di concentrare le attività commerciali italiane in Edison, che ha incorporato EDF Energia Italia. Le relazioni istituzionali di EDF sono curate da un Ufficio di rappresentanza.

Un recente accordo di cooperazione tra Edison e Fenice permette di presentare offerte integrate di energia e servizi.

Nel marzo 2007 è stata creata EDF EN Italia, filiale di EDF Energies Nouvelles, che si occupa di impianti eolici e fotovoltaici. In precedenza facevano capo a Siif. Infine, a seguito degli accordi tra i Governi di Francia e Italia del febbraio 2009, Enel e EDF hanno dato vita alla joint venture paritetica Sviluppo Nucleare Italiana (SNI), che effettua gli studi di fattibilità necessari al rilancio del nucleare in Italia.


Le interconnessioni

La rete elettrica italiana è fortemente interconnessa con quelle dei Paesi confinanti, soprattutto di Francia e Svizzera. La capacità totale di interconnessione è pari attualmente a 8.040 MW. Tale capacità è ripartita fra 8 linee a 380 kV, 9 linee a 220 kV e una linea in corrente continua tra la Puglia e la Grecia.


Tra Italia e Francia

Fra i due Paesi esistono tre linee a 380 kV e una a 220 kV. E’ stato appena lanciato un nuovo progetto: il collegamento in corrente continua da 1000 MW tra la stazione elettrica di Grande Ile in Maurienne e quella di Piossasco, alla periferia di Torino. La linea, che sarà totalmente sotterranea, per attraversare le Alpi utilizzerà la galleria di sicurezza del tunnel autostradale del Frejus, di prossima realizzazione. Con questa nuova linea, la capacità di interconnessione tra i due Paesi, ora di poco inferiore ai 3000 MW, raggiungerà quota 4000 MW, lo stesso livello esistente tra Italia e Svizzera.

Un ulteriore collegamento potrebbe essere realizzato a più lungo termine sfruttando i lavori per la futura linea ferroviaria ad alta velocià Lione-Torino. Infine, la Corsica è interconnessa alla rete italiana grazie alla linea « storica » Toscana-Corsica-Sardegna e ad una recente linea in alternata a 150 kV tra Santa Teresa e Bonifacio.


Quali riflessi sull’Italia

Le interconnessioni hanno giocato un ruolo molto importante per la copertura della domanda elettrica dell’Italia alla fine degli anni ’80,dopo l’arresto del programma nucleare. Negli anni ‘90 e fino al 2005 le importazioni hanno coperto oltre il 15% della domanda. Di recente la situazione è migliorata, grazie al potenziamento della produzione nazionale. Nel 2009 le importazioni hanno coperto il 14% della domanda (46,6 TWh). Negli ultimi tre anni, in situazioni transitorie di deficit di potenza oltralpe, l’Italia è diventata esportatrice di energia elettrica, anche verso la Francia.